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Liberata Caretta Caretta presso il litorale di Mazara del Vallo


Nippiteddra, questo è il nome che è stato dato alla tartaruga che nella mattinata dell'otto settembre è stata liberata in mare, presso il litorale San Vito di Mazara Del Vallo, un esemplare di circa 15 anni appartenente alla specie Caretta Caretta. La tartaruga era stata recuperata nel tratto di mare tra Favignana e Marettimo dopo aver ingoiato accidentalmente un un sacchetto di plastica. La tartaruga, avendo difficoltà a immergersi, era stata portata presso un Centro Veterinario a Favignana e dopo le necessarie cure è stata liberata in mare. L'evento si è svolto alla presenza dei volontari del WWF, della Capitaneria di Porto, delle Guardie Ambientali e del pubblico numeroso accorso per l'occasione.
"L'attività di sensibilizzazione riguardo alle tartarughe è sempre in primo piano" - a parlare è Vincenzo Reina, vice presidente del WWF Sicilia.
"Il nostro territorio è fertile alla nidificazione delle tartarughe -continua Reina. Infatti la scorsa settimana abbiamo assistito anche a una nidificazione presso il Lungomare Biscione a Petrosino dove sono scovate una ventina di tartarughe. Nidificazione che è avvenuta anche a Triscina, Menfi e buona parte della costa trapanese che goduto di questi privilegi. Grazie al Centro Recupero Tartarughe di Favignana, abbiamo dato vita a questa manifestazione che ci ha dato modo spiegare, soprattutto ai bambini, come bisogna essere amici della natura, e come ogni azione umana può avere effetti nefasti su tutti gli ecosistemi".

Rosalba Pipitone




















Nido di tartarughe Caretta Caretta a Petrosino


Lieto evento a sorpresa in piazza Biscione a Petrosino: una ventina di tartarughe Caretta Caretta sono scovate e grazie all’aiuto di alcuni abitanti del luogo, dei volontari del Wwf e del Circolo Legambiente Marsala-Petrosino, sono riuscite a prendere il largo in mare. Era da 25 anni che non accadeva un evento simile a Petrosino: il 4 settembre 1996 nacquero ben 93 tartarughe, mentre nel 2018 un altro nido non si schiuse.La tartaruga marina è tra i tesori più preziosi del nostro mare. Delle 7 specie di tartarughe marine che vivono nei mari di tutto il mondo, la Caretta Caretta, la tartaruga verde (Chelonia mydas) e la tartaruga liuto (Dermochelys coriacea) frequentano anche il Mediterraneo, dove ogni anno si riproducono.
Di notte, in una buca preparata con cura nella sabbia, la femmina adulta depone un centinaio di uova. Dopo circa due mesi dalla deposizione, appena nate, le piccole tartarughe raggiungono la superficie e corrono freneticamente verso il mare, dove nuotano ininterrottamente anche per tre giorni, in modo da raggiungere al più presto il mare aperto.
Le tartarughe marine sono considerate a rischio di estinzione e la causa principale è l’impatto con le attività umane, alla pesca accidentale vanno aggiunte le migliaia di tartarughe che ingoiano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse.








MOTHER AFRICA: IL NUOVO ALBUM DI ROBERTO ZANETTI

Le origini del jazz, l'amore per l'Africa, un omaggio a figure femminili come Rosa Parks, Katherine Johnson, Nina Simone. Scritto durante il lockdown, il settimo disco del compositore e pianista veneto è un abbraccio all'umanità. Ottimi musicisti e un tour di presentazione che parte dalla Sicilia 

Mother Afrika: il nuovo album di Roberto Zanetti 4Tet

Un sogno, una dedica, un impegno artistico e quindi umano quello di Roberto Zanetti, compositore e pianista veneto, che presenta il suo settimo album Mother Africa.
"Da una vita pensavo di realizzare un disco sull’Africa e le origini della musica jazz. Il tempo avuto a disposizione durante il Lockdown mi ha consentito di realizzarlo. Ho sempre suonato blues, lo ritengo la musica dell’anima. La prima volta che l’ho ascoltato, ho capito che era la mia musica" -afferma Zanetti.   
"Sono convinto che la cultura afroamericana sia la radice della 
musica del XX e XXI secolo. Ho cercato di renderle omaggio attraverso la forma del call and response, che era all’origine dei primi canti africani, che si sono poi sviluppati attraverso i gospels, gli spirituals, il blues, il funk fino ad arrivare alle nuove forme espressive contemporanee. Ho elaborato per Mother Afrika una scrittura e una pronuncia attuale ed orecchiabile".

Un concept con una forte vena civile, un racconto musicale di storie afro-americane al femminile: la forza di Wilma Rudolph, il coraggio di Rosa Parks, la genialità di Katherine Johnson, lo straordinario talento di Nina Simone.
Mi sono appassionato alle loro storie e alle loro azioni, che hanno reso il mondo un posto migliore e la musica diventa uno strumento per abbattere barriere e portare a riflettere sui diritti umani ancora violati ai nostri giorni”.
La ricca attività artistica del compositore e performer 
Roberto Zanetti si contraddistingue per la coesistenza delle culture sia classica che jazz, dalle quali scaturiscono sia una contrastante corrispondenza, sia una pacifica discordanza. 

Anche per questo settimo album i suoi compagni di viaggio sono Massimo Chiarella, Luca Pisani e Valerio Pontrandolfo.
“Oltre ad essere dei grandi professionisti, conoscono la mia personalità e il mio stile musicale. Nonostante la vita dei jazzisti sia fatta di strade parallele, quando ci incontriamo abbiamo un’intesa immediata e un interplay che ci consente di sviluppare i temi lavorando insieme all’arrangiamento in maniera spontanea.” Mother Afrika si arricchisce anche della partecipazione di Nicolò Sordo, voce recitante del primo e ultimo brano. “Abbiamo scelto la poesia Africa di David Mandessi Diop, poeta di madre camerunense e padre senegalese, personalità di spicco nel movimento filosofico letterario Nègritude, perché ci offre uno sguardo dell'Africa vista da lontano"

Mother Afrika
 sarà presentato in concerto per tutta la penisola partendo dalla Sicilia grazie all'impegno di Comar23 Edizioni. Otto date per un imperdibile appuntamento all'insegna del jazz dall'impegno civile. 

Roberto Zanetti: piano 
Valerio Pontrandolfo: tenor sax 
Luca Pisani: double bass 
Massimo Chiarella: drums 
Nicolò Sordo: reciting voice 

Mother Afrika: 

01. Mother Afrika (intro)

02. Bud’s Power

03. Black Boy

04. Ballad For Afrika

05. Wilma Rodolph

06. Jungle Mood

07. Rosa Parks

08. Nina

09. Katherine Johnson

10. La Concha

11. Avalon Blues

12. Mother Afrika (ending)


Info:

Comar23 Edizioni Musicali
per acquisto copie Mother Afrika:
https://www.facebook.com/comar23edizionimusicali


Roberto Zanetti - YouTube

https://www.youtube.com/channel/UCr56wDz3qttjFAcTajQRkPA 

Roberto Zanetti: 

Mother Afrika LIVE: le prossime date


Venerdì 30 luglio 2021 
Torre di Federico 
ore 21.00 
Enna

Sabato 31 luglio 2021  
Piazza Castello 
ore 21.00  
Sperlinga (Enna)

Lunedì 2 agosto 2021  
Castello Grifeo di Partanna 
ore 21.00 
Trapani

Giovedì 19 agosto 2021 
Tea Room Jazz Club 
Castiglione Delle Stiviere (MN)

Venerdì 20 agosto 2021 
Torri del Benaco (VR)

Sabato 21 agosto 2021 
Malga Pralongo 
San Zeno di Montagna (VR)

Domenica 22 agosto 2021 
Parco ai Cotoni 
Ore 11.00 
San Giovanni Lupatoto (VR) 
Euro 3,00 

Lunedì 23 agosto 2021 
Porto San Nicola 
Lazise (VR)




EVAN MEYER E BEAUTIFY: UN PROGETTO PER LA TRASFORMAZIONE URBANA


Da tempo, la Street Art non è più classificata, con tutte le differenze e diversità del caso, come vandalismo ma piuttosto può essere fonte di orgoglio civico, arte pubblica e impegno all'aperto nelle città di tutta del mondo. La posizione strategica di un graffito, di un murale -sul lato di un'azienda, sotto un ponte, sui muri esterni di un centro comunitario- non solo favorisce l'abbellimento di un quartiere, ma può anche essere un ritorno dell'investimento per il commercio. Inoltre, un viaggiatore in cerca di murales di strada, verrà arricchito con approfondimenti sulle dinamiche sociali, culturali o politiche di una città, nonché sull'estetica artistica di un particolare quartiere.
Quella che una volta era controcultura, mostrata ai margini della società, si è evoluta nel corso dei decenni molte volte per includere una forma praticabile di arte pubblica che può contribuire al successo delle comunità alle quali viene data l'occasione di raccontare le loro storie con artisti locali e lasciare che ogni strada, quartiere, sia un luogo in cui sentirsi sicuri e ispirati, e delle imprese in un ambiente urbano in continua evoluzione: Da Philadelphia's, Mural Arts Program all'arte di Banksy nello stabilimento Packard di Detroit, al Mural Conservancy di Los Angeles, a Wynwood Walls a Miami, al Painted Desert Project con la Navajo Nation nel New Mexico e in Arizona, al Chicago Public Art Group, ai murales in tutto il mondo Houston, la magia dei murales resta, e alleggerisce gli ecosistemi urbani negli Stati Uniti.

"Ispirato dal mio lavoro con la mia associazione di quartiere -a parlare è Evan Meyer, co-fondatore e CEO della piattaforma di scambio di arte murale, Beautify- ho creato un progetto chiamato Beautify Lincoln con l'obiettivo di utilizzare la Street Art per rivitalizzare l'area, renderla percorribile, bella, sicura e invitante. Con alcuni amici, abbiamo creato 40-50 murales sui brutti muri di Lincoln, creando hotpots, luoghi con una densa concentrazione di opere d'arte. Beautify Lincoln ha trasformato Santa Monica e Venice in un centro artistico di Los Angeles e abbiamo avuto un ruolo nella trasformazione dell'area in quella che ora viene chiamata Silicon Beach.
Beautify è nata per generare milioni di spazi abbelliti con facilità, offrire agli artisti una piattaforma per costruire le loro carriere, aiutare le aziende a prosperare, consentire alle comunità di raccontare le loro storie con artisti locali e lasciare che ogni strada, quartiere e comunità sia un luogo in cui ci sentiamo sicuro e ispirato. I lunghi processi pubblici per la cura dell'arte costano di più da curare rispetto all'arte stessa, il che si traduce in poche nuove opere d'arte. Sembra che ci siamo accontentati dell'abbondanza di proprietà e infrastrutture commerciali noiose, insipide o trascurate. L'opportunità di guadagno per comunità, residenti, turisti, aziende e città è enorme. Dalla sicurezza e dall'economia, al benessere e all'orgoglio della comunità, l'arte è una necessità, non un lusso, e dovrebbe essere accessibile a tutti. Una parte importante della nostra missione è far capire al mondo che ciò che mettono nelle strade è importante per come si sente una comunità e per il modo in cui le sue attività si comportano. E le facciate noiose, insipide o rovinate non sono ciò che la gente vuole vedere. L'apatia estetica è lo status quo e siamo qui per cambiarlo".

Quali sono le prospettive per il futuro, come vede svilupparsi la sua visione?

Saremo il più grande hub di artisti di strada e cercheremo di assumere artisti allo scopo di creare arte autentica su pareti esterne e interne, controllo del traffico, lampioni, arredo urbano o persino scaffalature, sedie o porte del garage di qualcuno. Avremo il più grande inventario di sponsor per condurre campagne sui loro valori e connetterci con i consumatori locali attraverso l'autenticità, le esperienze. L'arte diventerà l'impostazione predefinita, non l'eccezione, ovunque e sempre. Beautify sta guidando una rinascita.

Può raccontare un episodio secondo cui la Street Art ha cambiato il volto del vandalismo?

Uno dei miei murales preferiti si chiama Life Is Full of Wonderment, uno splendido sfondo naturale creato da Marcel Blanco e Noah Neighbor. È stato colpito gravemente e la metà inferiore del murale è stata distrutta. Mentre i murales tendono a ridurre il vandalismo fino al 95%, accade ancora su muri che possono essere particolarmente territoriali, motivo per cui spesso sembra che gli stessi muri vengano etichettati più e più volte. Li chiamiamo siti di successo. Fortunatamente, la nostra rete è composta da molte persone rispettate e benvolute nella comunità dell'arte dei graffiti. Alcuni di loro sono andati a riparare il murale usando questa forma d'arte, e il murale non è mai più stato colpito. Ciò che viene messo in rilievo è l'opportunità di creare un comportamento costruttivo utilizzando una forma d'arte precedentemente associata al vandalismo. È stato un nostro obiettivo trasformare questa immagine di ciò che questa forma d'arte ha il potere di fare e anche di quanto possa essere bella. Ne consegue anche ciò che molte ricerche hanno dimostrato, ovvero che la maggior parte delle persone non cerca di essere distruttiva per il gusto di essere distruttiva. C'è un'enorme occasione per dare potere a coloro che cercano di essere creativi con vere opportunità artistiche, riducendo significativamente il vandalismo nel processo.

Viabilità Stagnone, la nota del Circolo Legambiente Marsala-Petrosino: nessuno è solidale con la natura


Non si placano le polemiche sulla nuova viabilità lungo il litorale della Laguna dello Stagnone.
Dopo il sostegno e la solidarietà dell'Associazione Federalberghi Trapani agli operatori turistici per il diniego di accesso nell’area degli autobus di gran turismo, giunge la nota del Circolo Legambiente Marsala-Petrosino che mette in evidenza la mancanza di solidarietà nei confronti della natura con l'invito alla fruizione della stessa avendo come interesse prioritario la conservazione e la tutela degli habitat naturali e del delicato ecosistema dell’intera area.
Di seguito, la nota integrale diffusa a mezzo stampa:

Non siamo esperiti di viabilità, e non abbiamo alcuna competenza nel giudicare il lavoro di chi, come il Comandante Menfi della P.M. , ha operato scelte relative alle modifiche dei sensi di marcia nello Stagnone. Scelte criticate da molti.
Sappiamo solo che i cambiamenti suscitano sempre un mare di critiche anche solo per il semplice fatto di modificare abitudini radicate, senza che ciò leda realmente gli interessi degli operatori turistici e dei cittadini residenti nella zona.
Osserviamo che, come sempre accade, è partita la gara di solidarietà delle forze politiche nei confronti di chi in questi giorni protesta per i presunti disagi arrecati alla fruizione turistica dello Stagnone.
Nessuno invece è solidale con la natura.
Come diciamo da anni: lo Stagnone è una riserva naturale e non un parco giochi.
Ciò non significa che non debba essere fruito dai turisti, anzi, ma che la fruizione deve avvenire avendo come interesse prioritario la conservazione e la tutela degli habitat naturali e del delicato ecosistema dell’intera area.
Il turismo e la fruizione lenta, attraverso la pista pedonale e ciclabile, vanno in questa direzione , finalmente!
Riportare, invece, la viabilità lungo la laguna alla lunga coda di auto incolonnate, al parcheggio selvaggio e al transito e parcheggio dei mega bus turistici, non fa gli interessi della natura.
I parcheggi sulla strada provinciale ci sono, ed altri se ne possono creare per consentire il parcheggio di tutti i veicoli. L’idea del Bus navetta, per il trasporto di chi non può fare una passeggiata di meno di 300 m. per raggiungere gli imbarcaderi, è giusta e va realizzata in fretta soprattutto per le persone affette da disabilità e per gli anziani.
Noi pensiamo e suggeriamo anche che i parcheggi debbano essere fonte di guadagno per le casse comunali , e che i proventi del parcheggio e del noleggio comunale di biciclette siano reinvestiti nello Stagnone.
In nessun posto al mondo, nemmeno in Sicilia, la fruizione di un sito naturale ed archeologico, avviene consentendo il parcheggio dentro le stesse aree, senza che ciò incida minimamente sul numero dei visitatori.
A Marsala ,invece, quelle che sono solo cattive abitudini paesane, assurgono agli onori della cronaca locale perché non c’è negli operatori turistici e nella classe politica locale nessuna idea di sviluppo sostenibile che in tanti posti (anche in Sicilia) è fonte di reddito per intere comunità.

La presidente Letizia Pipitone

CASO DENISE PIPITONE: FAMILIARI E TESTIMONI DENUNCIANO GIORNALISTI PER VIOLENZA PRIVATA


"Basta giornalisti a Mazara del Vallo, ci stanno perseguitando". É questo l'appello di alcuni tra familiari e testimoni coinvolti nelle indagini sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, sparita il 1 settembre 2004 fa dalla cittadina siciliana. "A seguito dei comportamenti tenuti dai giornalisti nei nostri confronti abbiamo modificato le nostre abitudini di vita - si legge in un esposto/denuncia per violenza privata, presentato ai carabinieri e alla Procura di Marsala - in quanto non possiamo più uscire liberamente dalle nostre case o recarci a lavoro senza timore di essere seguiti, alcuni di noi hanno anche smesso di andare a lavorare temendo la presenza dei giornalisti sul posto di lavoro". La segnalazione è firmata da dieci persone, tra cui alcuni familiari di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, l'unica finora ad essere processata per il rapimento ed assolta con sentenza definitiva.
A 17 anni di distanza, l'inchiesta è stata riaperta. "Da circa due mesi la città di Mazara del Vallo è stata invasa dai giornalisti di tutte le testate giornalistiche e reti televisive a seguito della presunta riapertura delle indagini", si legge nell'esposto. "Per tali ragioni i giornalisti si presentano presso le nostre abitazioni private soltanto perchè abbiamo rapporti di parentela o conoscenza con i soggetti coinvolti nelle indagini", continua la denuncia presentata dagli avvocati Antonina Martinciglio e Tiziana Gabriele.
"Se in possesso dei nostri numeri di telefono, ci telefonano incessantemente per avere una dichiarazione - si legge - invitandoci a collaborare per la ricerca della bambina, dicendoci che il nostro rifiuto è un atteggiamento omertoso o di persone che hanno qualcosa da nascondere". E ancora, "suonano incessantemente e ripetutamente i campanelli delle nostre abitazioni private, ci chiamano a voce, nonostante i sottoscritti manifestino il loro rifiuto a rilasciare dichiarazioni - si legge nella denuncia - i giornalisti stazionano davanti gli ingressi delle abitazioni degli esponenti per lungo tempo in attesa che qualcuno esca di casa o ne faccia rientro per intervistarci e riprenderci con video/audio anche contro la nostra volontà, facendoci domande insistenti sulla vicenda".
Inoltre "si recano per la città a chiedere notizie su dove poterci trovare od incontrare e ciò ci mette in grave disagio anche nei confronti dei nostri conoscenti".
Tra i dieci autori della denuncia, infine, compare anche il nominativo dell'uomo, che alcuni giorni fa ha aggredito un giornalista della Rai, che "ha ricevuto diverse minacce nei commenti - conclude la denuncia - da parte di soggetti che hanno commentato la notizia, sulla stampa locale e sul profilo Facebook di Piera Maggio".

(Fonte AGI)
https://www.primapaginamazara.it/caso-denise-familiari-e-testimoni-denunciano-giornalisti-per-violenza-privata

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