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Chris Yan: esce il terzo singolo del sound artist, compositore e field recordist


Dopo il fortunato lancio de "I paesaggi di Böcklin" il terzo singolo del sound artist, compositore e field recordist romagnolo con un nuovo video in slow motion. Il brano anticipa l'uscita dell'album. Il tempo, i fiori, colori e uno sguardo al futuro

Eppure, ricordo anche dei fiori sul tuo volto: il nuovo singolo di Chris Yan!

"Un’autodedica allo specchio. Un ultimo, disperato, slancio dall’apatia. Uno schiaffo in faccia all’indifferenza. Un auto-abbraccio, a cuore aperto e petto gonfio, nel riscatto della propria magnificenza."
È così che Chris Yan presenta il suo nuovo singolo Eppure, ricordo anche dei fiori sul tuo volto. Il sound artist, compositore e field recordist romagnolo presenta con un video - dopo Sehnsucht e I paesaggi di Böcklin - il terzo brano che andrà a comporre Blasè, il nuovo disco in uscita a maggio.

Eppure, ricordo anche dei fiori sul tuo volto è il brano che chiude l'album, "l’unico brano nel disco a non essere stato ripescato tra gli archivi, - afferma Chris Yan - una sorta di “sguardo con gli occhi di oggi” su quel che viene narrato nel resto del disco. Una poesia sonora a me stesso. Come un premio per aver affrontato e superato quell'annientamento e aver ritrovato fiori creduti appassiti. Il tema di piano che accompagna il brano è stato registrato su nastro magnetico in un loop continuo, per “colorirsi” man mano con effetti che richiamano i mood dei brani precedenti, fino al riscatto simboleggiato dalle aperture orchestrali". Un traccia diversa ( più “ascoltabile” e “popolare”) che non manca di richiami e collegamenti sonori al resto del disco. Proprio per voler chiudere al meglio un percorso difficile e, con pieno respiro, lanciarsi in una prospettiva futura. Il video è giocato tra fiori e inchiostro, un tripudio di colori che si evidenzia anche nella copertina del singolo che appartiene alla serie Sperduto ad opera del pittore, illustratore e designer Matteo Babbi.

Chris Yan, ovvero Christian Mastroianni: sound artist, compositore, field recordist, bassista e poli-strumentista all’origine. Dal 2009 si interessa alla musica elettronica. Dieci anni e più di attività in cui è stato coinvolto in molteplici progetti e collaborazioni.

Spaziando dalla raccolta di paesaggi sonori tramite registrazioni su campo, a musica per immagini, narrazioni sonore per radiodrammi ed installazioni site specific e performance dal vivo; con particolare interesse e dedizione alla musica elettroacustica e alla propria ricerca sonora. Attualmente il suo studio è concentrato nel rapporto tra suono-oggetto-rumore. Sia dal vivo che in studio si serve di microfoni a contatto, microfoni idrofoni e sensori, nastri magnetici; manipolando il suono diretto e pre registrato tramite un sintetizzatore modulare.

Rosalba Pipitone


UN PROGETTO INEDITO SULL'AMORE CON ANDREA CAMILLERI


Intelletto d’amore (e altre bugie) nasce in occasione dell’anniversario Dantesco (1321-2021).
Dopo essersi dedicato alla Mitologia greca, alla fisicità distorta del Macbeth Shakespeariano, Michele Marco Rossi si dedica ora al tema più antico e più umano di tutti: l’Amore.
E per farlo si è affidato a una guida, a un Maestro che potesse addentrarsi con lui tra i meandri di un tema così comune e difficile al tempo stesso: il grande scrittore Andrea Camilleri.

“Non ho mai avuto dubbi che Camilleri potesse essere la migliore guida per questo percorso -afferma Michele Marco Rossi. Uno scrittore così acuto, prolifico e versatile, un uomo di 93 anni che con così tanta forza e freschezza avevo ascoltato parlare di vita e di morte, di attualità, di sapere, mi sembrava il miglior compagno di viaggio possibile per avventurarsi in un tema anche banale se si vuole, ma così profondamente radicato nella nostra cultura umana. Non mi sbagliavo.
Con che emozione ricevetti la telefonata di Mariolina (una delle tre figlie dello scrittore, ndr) che mi invitava tramite il Maestro ad incontrarlo di persona. Ho passato un pomeriggio indimenticabile a parlare d’amore con uno scrittore cieco di 93 anni, che mi ha illuminato sul legame tra l’amore e la complessità insondabile della natura umana. Avremmo dovuto incontrarci nuovamente più avanti, per effettuare insieme delle letture su vari testi, per concretizzare questa collaborazione. Non è stato più possibile; la fragilità della vita umana si era portata via il Maestro. Ma di quel nostro primo e ultimo incontro serbo una registrazione preziosa. Si parte da Dante, per arrivare a parlare di ciascuno di noi. L’amore diviene specchio e sonda della nostra natura, di quella umanità che Camilleri conosceva così bene”.

Nasce così Intelletto d’amore (e altre bugie), un programma da concerto per violoncello solo ed elettronica. 5 commissioni di lavori originali a 5 compositori (Paolo Aralla, Noriko Baba, Vittorio Montalti, Matteo Franceschini, Pasquale Corrado), un repertorio che va dal Medioevo al romanticismo alla contemporaneità: gli ascoltatori verranno guidati dagli interventi della voce di Andrea Camilleri, che farà da guida alle varie tappe del concerto di Michele Marco Rossi in un’analisi di differenti aspetti dell’amore, volta ad approfondire la natura irrazionale e multiforme degli esseri umani.

Rosalba Pipitone

WEFO2020 - WEEKEND FOTOGRAFICI. UN MESE DI FOTOGRAFIA A ROMA


Anche quest’anno, nonostante le difficoltà organizzative causate dal periodo di lockdown, Roma ha la sua Festa della Fotografia: 
WEFO2020 / WEEKEND FOTOGRAFICI - UN MESE DI FOTOGRAFIA A ROMA

Dal 25 settembre al 18 ottobre sono più di 50 gli appuntamenti in città - sia fisici che online - tra mostre / talk / eventi di didattica / photowalk e –  novità assoluta di questa edizione -  proiezioni di film e il concorso fotografico internazionale di Roma, RIPA - ROMA INTERNATIONAL PHOTO AWARD.

La CASA DELLA FOTOGRAFIA DI ROMA, organizzatrice dell’evento, ringrazia tutti i partecipanti (operatrici ed operatori della fotografia, fotografi artisti, professionisti, fotoamatori, circoli&club e associazioni fotografiche, docenti, galleristi, librerie specializzate e negozi di fotografia) che, con il loro sforzo, a titolo totalmente gratuito, hanno messo a disposizione della collettività spazi fisici, la loro creatività e il loro estro, per realizzare un fitto calendario di appuntamenti sempre in continuo aggiornamento.

Dal 25 settembre al 18 ottobre verrà creata una rete di divulgazione culturale che sarà gratuita e aperta a tutta la città.
Si vuole così “unire i puntini” che collegano tra loro i luoghi e le attività di fotografi professionisti e amatori, studi fotografici, scuole di fotografia, docenti, associazioni, cultori della fotografia, circoli culturali, gallerie, laboratori di sviluppo/stampa, librerie specializzate.

WEFO2020 unirà le realtà fotografiche che lavorano nel tessuto urbano della Capitale e quelle che provengono da altre regioni italiane, al fine di creare una rete che lavori in sinergia per accrescere la cultura fotografica in Italia così come avviene in altri paesi europei.
Questo per raccontare la fitta trama dello stato dell’arte della fotografia in Italia e in particolare nella Capitale.

Il fil rouge di WEFO2020 sarà la presenza in tutta la città, dai Parioli a Ostia.

In questo link trovate tutti gli appuntamenti di mostre fisiche, didattica, photowalk e talk. Dal 25 settembre il calendario sarà completato da tutte le mostre virtuali.

In questo link trovate gli elenchi di mostre, didattica, talk, photowalk, video + il documento xls con tutti gli appuntamenti, i logo di WEFO2020 e le fotografie relative a tutti gli appuntamenti suddivise per cartelle.

La partecipazione a WEFO2020 è totalmente gratuita


Legambiente: documento congiunto dei Circoli

La Sicilia brucia tutti gli anni da troppi anni. Siamo stanchi, avviliti, indignati, delusi dalla politica e dalle istituzioni. Anni di lotte, di marce e di campagne di sensibilizzazione sembrano non essere serviti a nulla. Certamente non sono serviti a fermare la mano incendiaria di questi maledetti criminali che, anche quest’estate, hanno mandato in fumo migliaia e migliaia di ettari di patrimonio boschivo. Verrebbe voglia davvero di arrendersi. Tanto, gli autori materiali di questi incendi, come quelli degli anni precedenti resteranno impuniti. Tanto, la Regione Siciliana continuerà a ridurre le somme destinate alla prevenzione e alla tutela del capitale naturale. Tanto, passata l’ondata di indignazione collettiva, che durerà, come gli altri anni, più o meno una settimana, nessuno ne parlerà più. 

E dunque, come da copione, la magistratura inquirente archivierà i fascicoli aperti a carico di ignoti perché tali resteranno, il presidente Musumeci continuerà a disperarsi per l’unica emergenza che non c’è, i migranti, e noi pagheremo il prezzo del disastro: saremo sempre più poveri di ossigeno, di bellezza, di biodiversità, di acqua e di paesaggio. Noi pensiamo però che c’è sempre un limite oltre il quale la collettività non è più disposta a tollerare la ferocia criminale degli incendiari. E’ già accaduto alla Mafia che, quando sembrava aver raggiunto l’apice della propria potenza , è precipitata per l’indignazione dei siciliani. 
Noi pensiamo che dopo i mesi di restrizioni per il Covid, in cui la cosa che ci è mancata di più è stata l’aria , abbiamo raggiunto quel limite oltre il quale non solo non siamo più disposti a tollerare la prepotenza criminale dei nemici dell’ambiente, ma pretendiamo che ciascuno faccia la propria parte perché nessuna area naturale bruci più sulla nostra isola. Vogliamo fare la nostra parte e lo faremo chiedendo ai siciliani di contribuire alla rinascita della riserva dello Zingaro, della Montagna Grande, del Bosco Scorace, del Monte Sparacio e di tutti i luoghi presi di mira dai criminali. “Noi li ripianteremo” e faremo in modo che ogni cittadino che contribuirà all’acquisto, si senta proprietario di quell’albero piantato al posto dell’albero bruciato. Continueremo a fare le nostre escursioni naturalistiche anche sui luoghi bruciati e non ci stancheremo mai, soprattutto con i giovani, di diffondere cultura e stili di vita che tutelino l’ambiente e la nostra sopravvivenza su questo pianeta. E’ chiaro che tutto questo non potrà bastare, e che altri più autorevoli di noi devono fare la loro parte per avviare subito una seria strategia di lotta agli incendi, che integri prevenzione, sensibilizzazione, controllo del territorio, spegnimento e repressione, che coinvolga seriamente i diversi soggetti interessati (Corpo Forestale, Assessorati Agricoltura e Territorio, riserve naturali, sindaci, comunità locali, associazioni ambientaliste, Università), che scardini mentalità e comportamenti arcaici e conniventi. Per questo noi chiediamo: • che la politica tutta dichiari la propria guerra ai crimini ambientali, investendo di più e meglio le risorse per prevenire gli incendi, ma anche e soprattutto per gestire adeguatamente ed incrementare le aree naturali protette, con mezzi e personale adeguati, e farne ricchezza anche economica per i territori. • che non si parli mai più di sanatorie edilizie e di allentamento dei vincoli ambientali e paesaggistici; • che le presso tutte le Procure della Repubblica della Sicilia siano istituite delle vere e proprie sezioni specializzate per le indagini e la repressione dei crimini ambientali con particolare riguardo alla materia degli incendi boschivi. Infine, invochiamo la collaborazione di tutti i cittadini singoli e associati per far fronte comune ad una emergenza che purtroppo è divenuta normalità. 

I Circoli Legambiente:
Crimiso Castelvetrano
Marsala -Petrosino
Partinico Gino Scasso
Pizzo Cofano
Trapani Erice
Valle del Belice

Rotary Alcamo: Il Presidente avv. Coppola parla delle azioni in favore della Sanità Internazionale


L’Africa è stata dichiarata Polio Free grazie al programma Polio Plus End Polio Now finanziato dal Rotary International. Sono tanti i rotariani missionari che negli anni hanno fisicamente vaccinato gli oltre 2,5 miliardi di bambini. È una grande vittoria sia per la sanità internazionale che per il Rotary che mensilmente effettua donazioni per debellare la polio nel mondo.
L’avv. Giuseppe Coppola, Presidente del Rotary Club of Alcamo, spiega nel video, che il club alcamese, così come gli altri club rotariani, é da sempre in prima linea per combattere e sconfiggere la polio nel mondo e sin dal 1985 effettua una raccolta fondi per contribuire a realizzare i progetti di service del Rotary International. Insieme al Rotaract e all’Interact, il Rotary Alcamo, aggiunge il Presidente avv. Coppola, promuoverà tra i soci il progetto "Centesimi per vincere" riempendo con monete da 1, 2 e 5 centesimi le bottigliette di acqua. Un piccolo gesto di grande valore in quanto bastano solo 60 centesimi per vaccinare un bambino.

Sonika Poietika: dal 2 al 5 settembre la seconda edizione



Sonika Poietika: dal 2 al 5 settembre la seconda edizione

Perturbazione, Cesare Basile, Patrizia Laquidara, Maria Mazzotta, Liana Marino e molti altri artisti e scrittori a Campobasso per la rassegna dedicata alle migliori espressioni della musica italiana 

REGIONE MOLISE E FONDAZIONE MOLISE CULTURA

sono lieti di presentare:

SONIKA POIETIKA II EDIZIONE
Dal 2 al 5 settembre 2020 Palazzo GIL, Campobasso


"Il mondo non si guarda, si ode, e non si legge, si ascolta”. 
Udire e ascoltare il mondo: l'aforisma di Jacques Attali è il dovuto segno che traccia la direzione della seconda edizione di Sonika Poietika. Dopo la fitta sessione di dirette social del progetto Next StArt, che ha tenuto in piedi lo spirito di Poietika durante il difficile lockdown degli scorsi mesi, Sonika Poietika si presenta rinnovata - dal 2 al 5 settembre a Campobasso - e farà da ideale apripista alla VI Edizione di Poietika, che si terrà in ottobre con il tema La parola al Sud.

L'Edizione 2020 di Sonika Poietika esplora le migliori espressioni della musica italiana d’autore, ospitando due vincitori del Premio Tenco (Patrizia Laquidara e Cesare Basile) e tre finalisti dell’ultima edizione (Perturbazione, Maria Mazzotta e Liana Marino) insieme all’accordionist Pietro Roffi, che ha recentemente inciso la colonna sonora del Pinocchio di Matteo Garrone scritta da Dario Marianelli, candidata al David di Donatello. I quattro giorni saranno anche il palcoscenico per le cantautrici molisane Alessia D’Alessandro, Luci e la stessa Marino. In programma anche quattro presentazioni di libri (ingresso gratuito) che proporranno storie legate a miti indiscussi come Pino Daniele (Carmine Aymone) e anomali fenomeni musicali e mediatici come Liberato (Gianni Valentino), fino alla scoperta della musica migrante (Luca D'Ambrosio) e al racconto della difficile ma orgogliosa esperienza dell’amore saffico nel profondo Sud (Bianca Favale).

Il 10 ottobre, una sorta di prolungamento sonoro verso l'autunno, Campobasso ospiterà una star internazionale, straordinaria interprete della canzone portoghese nel mondo: Teresa Salgueiro, celebre voce dei Madredeus. Per lei sarà un sospiratissimo ritorno in Molise dopo 25 anni, quando suscitò emozione nel pubblico del Teatro Savoia con i brani della colonna sonora di Lisbon Story di Wim Wenders. I concerti di Sonika Poietika si svolgeranno nel rispetto della normativa sulla sicurezza Anticovid.


Mercoledì 2 settembre, ore 19:30
SONIKA POIETIKA, Palazzo Gil, Campobasso
Mercoledì 2 settembre, 

Presentazione IO NON SONO LIBERATO (Arcana, 2020) di Gianni Valentino;
modera Donato Zoppo

Ore 21:00

PIETRO ROFFI, MARIA MAZZOTTA in concerto


Giovedì 3 settembre, ore 19.30

Presentazione IL POSTO DEI SANTI (Scatole Parlanti, 2020), di Bianca Favale;
modera Letizia Bognanni

Ore 21:00

ALESSIA D'ALESSANDRO 
PATRIZIA LAQUIDARA 
in concerto


Venerdì 4 settembre, ore 19:30

Presentazione MUSICA MIGRANTE (Arcana, 2020) di Luca D'Ambrosio;
modera Donato Zoppo

Ore 21:00

LUCI 
CESARE BASILE E I CAMINANTI in concerto


Sabato 5 settembre, ore 19:30

Presentazione 
YES I KNOW... PINO DANIELE TRA PAZZIA E BLUES: STORIA DI UN MASANIELLO NEWPOLITANO (Hoepli, 2020) di Carmine Aymone;
modera Donato Zoppo

Ore 21:00

LIANA MARINO, PERTURBAZIONE in concerto


Sabato 10 ottobre

TERESA SALGUEIRO in concerto, Teatro Savoia, Campobasso


INFO:

POIETIKA:

FONDAZIONE MOLISE CULTURA:

REGIONE MOLISE:

Synpress44 Ufficio stampa:

Tecnologie a confronto ed esperienze nella produzione di biometano da FORSU - A cura di Rosalba Pipitone


Alla luce del nuovo Decreto Biomeano del 2 marzo 2018, l’obiettivo è quello di illustrare la filiera della produzione di biometano: partendo dalla gestione di FORSU, RSU, SOA e altro ancora, si arriva, dopo il pretrattamento e la digestione anaerobica, alle diverse soluzioni tecnologiche per l’upgrading del biogas e alcuni case studies. 


L‘Italia è il paese ideale per la produzione di biometano, soprattutto per l‘autotrazione visti i seguenti indicatori molto positivi: 
  • Alto numero di impianti di biogas: 1.995 impianti in funzione 1.400 MWel installati 
  • Estesa rete di gas naturale: 40.200 km di rete di trasporto, 19 mld di Nm3 capacità di stoccaggio 
  • Maggior mercato EU di auto a gas: 3,35 mln (circa l’8%) di cui 1,1 milioni a metano 
  • Primo Paese EU per numero di distributori: 1.248 impianti (03/2018) circa 31% sul totale EU 
Ne parliamo con Michael Niederbacher, CEO BTS- Biogas:

BTS Biogas, con più di 200 referenze in Italia e nel mondo è leader tecnologico nella produzione di biogas valorizzando materiali organici difficili da “digerire” come appunto scarti, sottoprodotti e rifiuti. 
Il processo di digestione anaerobica, una volta che i substrati giungono all’impianto, avviene a valle di sistemi di separazione, triturazione, desabbiatura ed eventuale igienizzazione. 
L’azienda ha ingegnerizzato i suoi sistemi di upgrading (purificazione del biogas da digestione anaerobica) che diviene biometano. Quattro le tecnologie BTS: 
  • Membrane 
  • Adsorbimento a pressione oscillante 
  • Lavaggio chimico 
  • Lavaggio ad acqua
Quali sono le nuove prospettive e tecnologie proposte in tema di smaltimento rifiuti?
Sperimentando i primi impianti di biogas in Italia, abbiamo compreso che il ciclo del riuso ha un enorme potenziale economico e che sarebbe divenuto il fulcro dell’economia del futuro. Non basta più pensare di smaltire rifiuti e scarti. Oggi serve pensare più in grande e progettare tecnologie e modelli gestionali sempre più efficienti.

Perchè investire nella produzione di biometano?
L’esperienza nel mondo industriale e agricolo ci ha insegnato che il biometano, prodotto da tutti i tipi di biomassa, sarà una chiave di volta fondamentale. Investire in questa direzione significa pianificare una ricchezza innovativa in un mondo che ha sempre più bisogno di energia ed efficienza. Siamo stati lieti di aver partecipato al convegno La gestione dei rifiuti in Sicilia e le opportunità offerte dal Partenariato Pubblico Privato che si è tenuto a Cefalù il 29 di giugno. Abbiamo portato anche nel sud Italia la nostra visione del futuro e presentare modelli e tecnologie per lo sviluppo sostenibile della gestione dei rifiuti, della mobilità e dei trasporti.
Rosalba Pipitone

Aumentano gli investimenti sulle rinnovabili, Italia terza in Europa - A cura di Rosalba Pipitone


Secondo quanto emerge dal rapporto del think tank internazionale World Nuclear Industry Status Report, si continua a investire nella tecnologia nucleare solo per un legame che lo unisce al settore militare: i costi aumentano sproporzionatamente per la manutenzione dei vecchi impianti, per lo smaltimento delle scorie e per le misure di sicurezza.
Di contro, al declino del nucleare che fa segnare un incremento globale della potenza nucleare solo dell'1%, aumentano gli investimenti sulle rinnovabili che segnano un 35% sull'energia solare (termica, fotovoltaica e concentrata) e un 17% su quella eolica.
Il 2017 è stato l'anno clou a livello mondiale che ha visto la Cina in cima alle classifiche con 86,5 miliardi di dollari destinati esclusivamente al fotovoltaico cinese, grazie ai quali la nazione ha installato 56 GW di nuova capacità, seguita dagli Stati Uniti, con 56,9 miliardi di dollari. Un posto d'onore anche per l'Argentina, dove gli investimenti sono cresciuti del 777% per cento (raggiungendo i 1,8 miliardi di dollari). Seguono il Messico con più 516% (6,2 miliardi di dollari) e l’Egitto in crescita del 495% (2,6 miliardi).
Per quanto riguarda l'Europa, l’Italia rappresenta l’11% di tutta l’energia rinnovabile consumata nell’Unione Europea, posizionandosi al terzo posto nell’impiego di fonti rinnovabili in Europa, subito dietro a Germania (17%) e Francia (13%).
Le FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) rappresentano il 17,41% di quota complessiva di consumi energetici, a fronte di un totale dei consumi di 121,1 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Il contributo delle fonti rinnovabili sono raddoppiate in dieci anni, passando dai 10,7 Mtep del 2005 ai 21,1 Mtep del 2016. Se siene conto che ogni Mtep da fonti rinnovabili è un milione di tonnellate di petrolio bruciato in meno, lo scorso anno abbiamo evitato l’impiego di 21 milioni di barili di petrolio.
L'Italia raggiunge così, in parte, gli obiettivi al 2020 secondo la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 28 del 3 marzo 2011, che ha assegnato al nostro Paese due obiettivi nazionali vincolanti in termini di quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili (le cosiddette FER) al 2020: raggiungere una quota dei consumi finali lordi (CFL) complessivi di energia coperta da fonti rinnovabili almeno pari al 17%.

Rosalba Pipitone

Nove tecnologie per arrivare allo zero emissioni nel 2050


Nove tecnologie per le emissioni negative (NET) potrebbero portare il Regno Unito al traguardo delle zero emissioni di gas serra al 2050, combinate con il taglio vero e proprio delle emissioni. Quali siano queste 9 tecnologie lo spiega una ricerca della Royal Society e della Royal Academy of Engineering, riportata dal sito Carbon Brief.
Le NET, sono in pratica tecniche per riassorbire la CO2, complementari rispetto al tradizionale taglio delle emissioni di anidride carbonica (ad esempio attraverso il passaggio a fonti rinnovabili e veicoli elettrici). Cinque delle tecnologie elencate nella ricerca sono già collaudate e di pronto utilizzo: piantare foreste, ripristinare torbiere e zone umide, aumentare il carbonio stoccato nel terreno, costruire con legno o biomasse, usare cemento a basso contenuto di carbonio.
Altre 4 tecnologie esistono già a livello sperimentale, ma sono da sviluppare su scala industriale: corrosione atmosferica aumentata, biocarbone, cattura e stoccaggio della CO2 nell'aria, cattura e stoccaggio della CO2 dalla produzione di bioenergia.
La corrosione atmosferica aumentata consiste nello spargere silicati sul terreno per accelerare il processo naturale che trasforma l'anidride carbonica in bicarbonato. La tecnologia del biocarbone prevede la diffusione di un carbone di legna che aumenta lo stoccaggio di carbonio da parte del suolo. 

Metà delle tartarughe marine mangia plastica, spesso letale


 Circa la metà delle tartarughe marine su scala mondiale hanno plastica nell'intestino e anche un solo pezzo può essere letale. Lo indica uno studio dell'ente nazionale australiano di ricerca Csiro, che ha comportato l'esame di circa 1000 tartarughe trovate morte sulle spiagge australiane e ha ricostruito il legame fra la quantità di plastica ingerita dalle tartarughe marine e il rischio di morte.
Secondo la ricerca, pubblicata su Scientific Reports, una volta che una tartaruga ha 14 pezzi di plastica nelle interiora, il rischio di morte è del 50%.
"Abbiamo accertato che quando la tartaruga ingerisce plastica per la prima volta, ha un rischio di circa il 20% di morire a causa di quel solo pezzo, mentre man mano che ne ingerisce di più, il rischio aumenta", scrive il responsabile della ricerca Chris Wilcox del dipartimento Oceani e Atmosfera del Csiro. "In alcuni individui - afferma - abbiamo trovato anche centinaia di pezzi di plastica, dalla pellicola sottile a corde e lenze da pesca. Qualsiasi tipo di plastica che si vede nella vita quotidiana, l'abbiamo trovata in qualche tartaruga".
"Vi è stata incertezza su quale impatto la plastica avesse sulle tartarughe marine", aggiunge Wilcox. "Sapevamo che le tartarughe consumavano molta plastica, ma non sapevamo per certo se la plastica effettivamente ne causasse la morte. Poteva anche essere che le tartarughe potessero vivere senza problemi con plastica nell'intestino, ma dalle nostre analisi è emerso invece che è relativamente letale".
Da qui l'appello: "Tutta questa plastica prima era nelle nostre mani e ora è in mare. Occorre assolutamente cambiare i modi di agire in relazione ai nostri rifiuti".

L'arte è sempre contemporanea - A cura di Massimo Presciutti

Visioni interiori e unici punti di vista

La prospettiva nasconde tutto nella lontananza

Ogni novità è barbara, tanto è vero che i barbari nella storia sono sempre stati comunque una novità, al di là che provenissero da dentro o da fuori delle mura cittadine. Le rovine di palazzi magnificenti e templi mozzafiato già feriti sotto il moto ciclico del tempo vengono definitivamente abbattuti e quindi divorati da quanto di più fragile e bello possa esistere, edera e fiori alla testa di una vegetazione spontanea travolgente. Un medico inventa la ghigliottina, uno strumento mortalmente scientifico che fa perdere la testa senza l’intervento di Eros. La scienza rende tutto possibile: ho letto da qualche parte, in effetti, che far l’amore sarebbe oggi il modo più faticoso di mettere al mondo dei figli. D’altra parte, rimanendo in Francia, i Norcini e i Preciani, che prendevano il nome dai loro luoghi di origine dell’Umbria, Norcia e Preci, fino al Settecento, prima di riciclare la loro perizia di sezionatori e lavoratori di carni suine, furono protagonisti assoluti di «una forma di attività sviluppatasi spontaneamente tra il popolo di alcune vallate dell’Umbria montana, (…). Si tratta di quei chirurgi pratici, spesso ambulanti e nella maggior parte dei casi privi di cultura ma abilissimi, che hanno avuto l’onore d’essere chiamati persino alle corti del papa e del re di Francia, (…). (Achille Bertini Calosso, “Umbria 1944). Si può interpretare che il medico – politico Joseph-Ignace Guillotin (Saintes 1738 – Parigi 1814) “mente” della ghigliottina, strumento da taglio di teste coronate, una specie di corona – virus rivoluzionario, rappresenta la scienza che prima scopre una nuova verità e poi, fossilizzandosi, si fonde con quella sorpassata dissipandone le qualità positive. Nessuno credo possa ragionevolmente paragonare un norcino a un boia.


Gli ultimi ritrovati restino gli ultimi

Un salame è anche un salume

Mi porto un cognome che sa molto di Umbria, i Presciutti sono sparsi per il mondo e si sono fatti onore. Ogni cognome però, in questa mia visione, affonda le sue radici in un humus nobilissimo, vorrei avere tutti i cognomi del mondo per poter scrivere un libro per ognuno di loro tipo Microsolchi dell’arte. Viaggio a cavallo dei secoli XV e XVI attraverso l’opera di Giuliano Presciutti. Tra l’altro mi garantirebbe una vita lunga tipo Noè e oltre. Anche chi cambia nome, come hanno fatto tanti partiti politici, non si è mai permesso di cambiare il cognome di coloro che li sostennero. Ripercorrendo le orme, o meglio i segni, i colori, dei quadri di Giuliano col pennino ho tralasciato sicuramente tante opere se non altro perché chissà quante di loro risultano invisibili in quanto mangiate e digerite da Crono. Non capisco però come possa non essere presente, nel mio libro, l’interpretazione della Comunione degli apostoli, 1535 (?), Olio su tavola, cm. 335 x 230, Gubbio, Chiesa di San Domenico, catalogata e riprodotta splendidamente nell’ Officina Fanese di Bonita Cleri (1994) e, personalmente, visitata direttamente durante i miei periodi frazionati nella nobile frazione del comune di Gubbio chiamata Camporeggiano dove per altro nacqui. Forse volevo lasciarmi la felicità, a libro edito, di interpretare quest’opera successivamente, cosa che sto facendo attraverso questo articolo. Dopo la felice avventura nel mondo nuovo della storia dell’arte era forse necessario lasciare una falla, un buco nero dove poter rientrare nella nuova, per me, dimensione. La storia dell’arte ha infinite ramificazioni, quasi mai comunicanti tra loro, il che dà il senso dell’infinito. Non so come abbia fatto a trovarmi in questo labirinto vivo di nessi, fatto sta ne faccio parte oramai. Tutto ciò che mi riguarda è visibile attraverso i miei due occhi della prospettiva e della visione. La verità non è soltanto quella condivisa è parimenti quella dissonante. Dal punto di vista politico e sociologico la verità non può essere che conformista avendo come obiettivo il consenso, è la maschera dello stile che giustamente permette una convivenza di tipo teatrale, anche divertente: to play. Il punto di vista artistico e scientifico necessitano invece di un consenso particolare, la libertà, riconosciuta e compresa, di ricerca e di verifica.


L'urlo è il presentatore della voce del silenzio

Un fiore di zucca va fritti di fretta

Le due case costruite dai miei genitori si presentano un centinaio di metri una dall’altra, isolate in campagna, una è stata abbandonata e io la rivivo attraverso i ricordi vaghi della prima infanzia, vaghi perché mobili, che si riavvolgono e si distendono, come onde del mare, in francese l’onda è la vague in effetti. Questa è la casa che non si vede più se non attraverso queste memorie marine. La casa del sogno, non più visibile. Quest’altra è il mio museo di arte contemporanea e come tale schiera tante opere universalmente evocanti come le realizzazioni degli artisti che col Sessantotto ci lasciarono alla nostra ribellione e alla nostra disciplina nuova, richiesta dalla cultura per tutti, che è cosa ben diversa, naturalmente, dalla cultura di massa. Gli oggetti sono opere d’arte potenziali che per manifestarsi in quanto tali necessitano della sensibilità oggettualizzata, come hanno hanno dimostrato di avere Marcel Duchamp (Blainville-Crevon 1887 - Neuilly-sur-Seine 1968), John Heartfield (Berlino 1891 – ivi 1968) o Lucio Fontana (Rosario 1899 – Comabbio 1968).


Averle viste di tutti i colori spinge al bianco e nero

La vita è un film da vedere ad occhi chiusi

L’opera che scelgo come rappresentativa di questo museo è un altorilievo del 1965 da me eseguito a 14 anni, Vispi, cm 35x15x2, oggetto tridimensionale che in questo momento, immesso nella quarta dimensione del tempo chiamato cronotopo, ci fa viaggiare come una macchina del tempo. Ed ecco mio nonno che dà il titolo all’opera esclamando, di fronte a questo pezzo di gesso ricavato dal calco sopra una forma d’argilla modellata: «Vispi, è Vispi!». Vispi è stato un bravissimo artigiano - artista che nel corso della sua vita si era occupato, tra l’altro di scene in muratura a Cinecittà oltre ad essere stato un attaccante del Gubbio nonché della Nazionale Dilettanti, un Gigi Meroni ante – litteram ai miei occhi. In quegli anni a volte percorreva i 18 Km che separano Gubbio da Camporeggiano per lavorare alla giovane casa costruita da circa un decennio, che era anche un bar, una stazione di servizio carburanti e un alimentari. Un giorno mentre Vispi era sul tetto, mio padre doveva andare in città e non poteva onorare l’impegno con un commesso viaggiatore che sarebbe transitato per rifornire la bottega di caramelle col botto (erano caramelle molto in voga che se le lasciavi cadere a terra sul duro nel modo giusto prima di scartarle facevano, appunto, il botto). Dovendosi assentare anche mia madre alla ricerca del sottoscritto che, dati gli spazi ampissimi propri del cuore verde d’Italia, risultava sempre introvabile, Vispi avrebbe dovuto fare le veci di mio padre Aurelio.
- Quando arriva il viaggiatore, senza stare a dare tante spiegazioni , ritira la merce e firma Aurelio Presciutti;
- Mah… mi dirà: «Te si’ sciupæto» (si consideri che il Vispi pesava la metà di mio padre).
Potrei brevettare questo modo di leggere un’opera se non l’avesse già fatto, dieci anni prima che io nascessi, Orson Welles in Quarto potere (Citizen Kane, U.S.A. 1941). Si parla dell’opera d’arte più importante del miliardario , Rosabella, il marchio dello slittino con cui giocava da piccolo, abbandonato nella casa della sua infanzia, classificato oggetto inutile, bruciato in una fornace. Soltanto l’arte rende miliardari, i miliardi non fanno l’arte (vedi Microsolchi dell’arte, Princeton University Library, p. 28)


La morte non ha padroni nè droni

Un film da vedere a occhi chiusi


VACANZE 2020 – Sarà l’ultima Vacanza catalogata alla voce Ferie. Il C.U.C.U.L. (Comitato Universale Centrale Umanità Lavorante) ha proposto di archiviare Vacanza, dal 23 febbraio 2021, alla voce Disoccupazione. Il C.U.C.U.P. (Comitato Universale Centrale Umanità Pensante) non ci sta ritenendo prematuro tale passaggio. Per familiarizzare con le nuove condizioni del Tempo Libero permanente propone un piano quinquennale di Smart Ferie.


Impossibile l'eterno ritorno: Paganini non ripete

Non bastava la crisi della natalità, ora abbiamo anche la crisi della mortalità

FILIERE E FILIBUSTIERI – Il Presidente della Colfindustria e il suo cavallo propongono di abbassare i pensieri dei pensionati mettendo a loro disposizione delle Colf pagate da volontari sponsorizzati da Ditte che abbiano dichiarato fallimento entro e non oltre il 1985. In questo modo la ripresa sarebbe inarrestabile e ruggente come gli anni che furono. La Confindustria prende le distanze.

CENTO NE FA E UNA NE PENSA – L’ascesa politica del giovane Antonio Mazzini, omonimo discendente del grande Giuseppe, gruppo misto Settima Via, è inarrestabile. La settimana scorsa i sondaggi davano Settima Via primo partito a livello nazionale. Inspiegabile la caduta a picco di questa settimana (0,0 %) se non ci fosse stato l’intervento dell’ultimo fedele del Mazzini prima di passare al gruppo omogeneo: «L’euforia lo ha fatto salire al settimo cielo e quindi, in un eccesso di megalomania, è asceso».


Il culo della personalità è contagioso

La serietà seriale si attacca al sociale come l’edera letale

ANA BLANDIANA: UN PAESE È FATTO ANCHE DI RONDINI, UNA TRADUZIONE INEDITA CON LETTURA - A CURA DI ALEXANDRINA SCOFERTA

Ana Blandiana è una saggista, poetessa e sostenitrice dei diritti civili in Romania.
Le sue poesie sono state censurate per molti anni dalla dittatura di Ceaușescu, il suo nome  era bandito da tutti i libri eppure i suoi versi passavano di bocca in bocca tra le persone del popolo romeno.


UN PAESE È FATTO ANCHE DI RONDINI 

Un paese è fatto anche di rondini,
Di grandi V che scendono a Sud
Ferite, cacciate dal freddo
E dal tradimento,
Che tornano indietro
Umiliate dalla nostalgia,
Scivolano sullo spalto celeste,
Riconoscenti

Al tetto, di non essersi spostato
Dal vecchio cortile.
Un paese è fatto anche di rondini,
Come una chiesa è fatta
Anche dell'aldilà.


O ŢARĂ E FĂCUTĂ ŞI DIN PĂSĂRI

O ţară e făcută şi din păsări,
Din V-urile mari căzând spre sud
Rănite, alungate de frig
Şi de trădare,
Venind înapoi
Umilite de dor,
Lunecând pe toboganul cerului
Recunoscătoare

Streaşinei că nu s-a mutat
De pe vechiul pridvor.
O ţară e făcută şi din păsări,
Cum o biserica e făcută
Şi din viaţa de apoi.


Il Comune di Petrosino aderisce all'inziativa 100 sfumature di umanità



Artisti e/o volontari, fatevi avanti!
Il comune di Petrosino, il primo della Regione Sicilia, aderisce all'iniziativa lanciata dalle 6000 sardine a tutte le amministrazioni comunali d’Italia per realizzare una scritta contro ogni forma di razzismo e discriminazione. 
"Abbiamo deciso di fare nostra l’iniziativa denominata 100 sfumature di umanità e per questo motivo è nostro intendimento realizzare una coloratissima espressione artistica sul tema -afferma il primo cittadino petrosileno Gaspare Giacalone. Un appello, continua Giacalone, che faccio a tutti i cittadini, le associazioni, gli artisti e chiunque lo volesse dare il proprio contributo per la migliore riuscita dell'iniziativa". 
Numerosi i comuni che ufficialmente hanno aderito all'inziativa, tra cui 
• Bologna
• Bova Marina (RC)
• Calangianus (SS)
• Castel Bolognese (RA)
• Castel Maggiore (BO)
• Gualdo Tadino (PG)
• Lecce
• Lucca
• Marzabotto (BO)
• Modena
• Novellara (RE)
• Petrosino (TP)
• Reggio Emilia
• San Giuliano Terme (PI)
• San Lazzaro di Savena (BO)
• Santarcangelo di Romagna (RN)
• Taranto
• Teramo

"Una scritta che non cambierà il mondo lo sappiamo -sostengono le 6000 sardine attraverso un post su Facebook- ma funzionerà come una segnaletica orizzontale di cittadinanza una strada che ricorderà a tutti che agli invisibili, i deboli, gli abusati devono essere la prima mission di tutti: dalla comunità a chi ha responsabilità politiche e istituzionali.

Le adesioni per il comune di Petrosino, dovranno pervenire entro venerdì 3 luglio 2020 all'indirizzo email petrosino.riparte@comune.petrosino.tp.it


I bambini dimenticati, una collettività turbata - A cura di Mimì Burzo


Gesualdo Bufalino diceva che la mafia sarebbe stata sconfitta da un esercito di maestre elementari
Un'immagine, o forse meglio, una prefigurazione a me cara, perché semplifica un discorso complesso rispetto a un’argomentazione sottaciuta: il diritto all'infanzia e al gioco, e alla conseguente serenità di cui dovrebbero godere i piccini. 
Non trovo punto di vista migliore, che si inserisca nel discorso più ampio della collettività, o forse meglio nel raccontare di un situazionismo urbano che dovrebbe contenere e rilanciare quell'insieme di individui che, nell’esercizio dell’atto della volontà, si fanno persone capaci di un costruttivismo consapevole al fine di ricavare o ricamare un tutto la cui somma è maggiore delle sue parti. 
La radice dell’Io collettivo, anima ed esacerbazione di istanze che non possono più rimanere riserva delle riflessioni di alcune nicchie ma necessariamente estendersi al plasma della strada che incanala e accoglie la pluralità dell’essere, un essere umano nella sua essenza più pura e più ardua. 
Qualcuno si è ricordato dei bambini durante i giorni asfittici e pandemici perché non si poteva non vedere che sono stati lasciati chiusi in casa, e non si poteva non toccare con mano che la didattica a distanza escludeva una fetta di popolazione studentesca ossia quella che ricade nella fascia della povertà educativa. 
Prevale, in contraddizione e in emergenza, un dato noto ma scotomizzato che invece è cartina al tornasole di un malfunzionamento generale che negli anni si è trasformato in cancrena. Tuttavia, parlare di bambini e infanzie rubate è, sostanzialmente, ancora un tabù e un affare così gravoso per cui, meglio far finta che una busta della spesa sia stata distrattamente dimenticata nell'ascensore, et voilà! come per magia, qualcuno se l’è presa: l’uomo nero, o forse quel comunista di cui si narrava mangiasse i bambini, e, col senno di poi, non è da escludere che fosse vero. 
Scrivere in poche righe di povertà educativa e di società che abbandona è un rischio. Il più alto si configura nello scivolare nell'ovvio, nel fare una pseudo demagogia e, peggio ancora, nell'inciampare in una morale di matrice cattolico-laica che lascia il tempo che trova ma soprattutto opprime il punto di vista sulle criticità, spogliandole dell’anima viva dell’argomentazione stessa. Scrivere di bambini abusati e maltrattati dagli adulti di riferimento fino a turbare il naturale sviluppo neurologico e psicologico, è un azzardo perché argomento volutamente messo da parte. Ma mi preme. Perché anche in condizioni di emergenza sanitaria e sociale, nessuno ha messo in evidenza il dramma dei bambini chiusi in casa con i loro aguzzini.
Il mio intento allora diventa grezzo: portare il lettore a conoscenza di un disturbo conclamato e gravissimo che porta il nome di Disturbo Post Traumatico Complesso, conosciuto esclusivamente da una nicchia di professionisti perché, anche se riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, cade sotto il peso del capitalismo sociale e rimane non diagnosticato e invisibile in quanto non c’è interesse alcuno a farlo entrare nei manuali diagnostici ufficiali. Non mi addentrerò in note che potrebbero essere non divulgative ma in sole due osservazioni: una persona si ammala solo quando la sua patologia rientra nei manuali diagnostici, così come (si veda il caso omosessualità) smette di esserlo se viene eliminato dai suddetti manuali. In seconda battuta, la morale impedisce di dire ad alta voce che genitori ed educatori possano abusare e corrompere infanzie. Non solo in caso di pedofilia ma nel senso della tortura psicologica.
Un dramma invisibile che porta a esiti infausti e aberranti, e che si configura in patologia psichiatrica grave: i cosiddetti traumi dello sviluppo o traumi cumulativi perché si sommano nell’arco di tutta la crescita; esiti di botte, maltrattamento, urla, punizioni, squalificazione, povertà affettiva. Intendo su quelle vite che poi diventano devianti, così come ci vengono narrate da Winnicott, Giuseppe Lombardo Radice o quel poco conosciuto maestro e poeta russo Janusz Korczak, che seguì i suoi bambini nella camera a gas a Treblinka.  Essi non ragionavano nei termini di Disturbo Post Traumatico dello sviluppo ma fondavano il loro lavoro sull'osservazione, guidati da un occhio dedito alla protezione e alla cura, rendendosi così capaci di disvelare la fragilità di un cucciolo d’uomo, ripulendola dalla superficialità e dai tabù.
Per chi volesse approfondire l'argomento, non sarebbe proficuo digitare su un motore di ricerca Disturbo Post Traumatico Complesso. Troverebbe una manciata di articoli e molta bibliografia scientifica destinata agli addetti ai lavori. Tuttavia, potrebbe provare a sedersi su una seggiola piccola piccola per ritrovarsi con il volto fra le ginocchia, le ginocchia a reggere i denti e la braccia avvinghiate intorno alla testa. E così per un attimo immedesimarsi, per un attimo pensare che i bambini che da domani incontrerà magari sono bambini ammalati dalla brutalità di un adulto. Affinché l’occhio dell’attenzione e della delicatezza, e di quella materia strana chiamata cura, possano cadere consapevoli sui loro sorrisi, pronti ad accoglierli anche solo con una carezza.



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