FRANCO BASAGLIA, SE L'IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE - A CURA DI MIMÌ BURZO


Dalla Legge 180/78 alla Legge 104/92

Bisogna saper perdere, per rialzarsi e lottare -afferma Basaglia, fra l'altro, in questo discorso semplice e rivoluzionario.
Per far vincere loro, so che devo perdere io, vado argomentando fra le altre cose, molti anni dopo, parlando di disabilità e lotta civile.
Mi suggestiona assai scorrere queste pagine e ritrovarmi. Non elemento speculare, ma argomentazione dopo lunghi anni di un lavoro, conosciuto quasi per caso, che si è rivelato un incontro e come tale mi impone il vincolo di non abbandonarlo, sotto il peso e il giogo di un potere che costringe al deragliamento tutti i giorni.
Tutti gli attimi.
Sempre più consapevole della necessità di ristrutturare l'umano per poter sortire un minimo effetto o forse una minima pressione su un sistema prestabilito che, ai tempi di Basaglia, chiudeva in manicomio i rigettati dalla società, relegando in una posizione di nullità il malato assoggettato al potere della psichiatria.
Ora, di psichiatria di sente parlare davvero poco: come i guerrafondai hanno imparato che sganciare bombe è una azione non conveniente così la psichiatria ha ben pensato di mimetizzarsi con il silenzio. Fanno, e pochi sanno di questo potere baronale, che conta rare eccezioni umane e una massa di venditori di farmaci.
E mentre rimane retaggio e ancoraggio alla storia la legge 180/78 (del maggio del '78, questo maggio che ricorre nella nostra storia di rose, attentati e figli e primavere), nel momento attuale la legge in cui si incarna la lotta civile - ovverosia la protezione del diritto di vivere ed esistere di una fascia di popolazione, abbandonata lungo i margini dal politicante (di politici non ne abbiamo più) bieco che risponde al potere cupola sopra di lui e lascia in zona agonia e invisibilità, ancora una volta, chi destabilizza l'estetica sociale con le proprie fattezze, l'ignoranza con la contraddizione della bellezza e il sistema globalizzato perchè non produce PIL, è la la legge 104/92.
Molto probabilmente gli psichiatri tradizionali direbbero che sono un paranoico, che ho un delirio di onnipotenza, che voglio rivoltare il mondo ... ed è la verità.
É una verità ancora ora.