L'arte è sempre contemporanea - A cura di Massimo Presciutti

Visioni interiori e unici punti di vista

La prospettiva nasconde tutto nella lontananza

Ogni novità è barbara, tanto è vero che i barbari nella storia sono sempre stati comunque una novità, al di là che provenissero da dentro o da fuori delle mura cittadine. Le rovine di palazzi magnificenti e templi mozzafiato già feriti sotto il moto ciclico del tempo vengono definitivamente abbattuti e quindi divorati da quanto di più fragile e bello possa esistere, edera e fiori alla testa di una vegetazione spontanea travolgente. Un medico inventa la ghigliottina, uno strumento mortalmente scientifico che fa perdere la testa senza l’intervento di Eros. La scienza rende tutto possibile: ho letto da qualche parte, in effetti, che far l’amore sarebbe oggi il modo più faticoso di mettere al mondo dei figli. D’altra parte, rimanendo in Francia, i Norcini e i Preciani, che prendevano il nome dai loro luoghi di origine dell’Umbria, Norcia e Preci, fino al Settecento, prima di riciclare la loro perizia di sezionatori e lavoratori di carni suine, furono protagonisti assoluti di «una forma di attività sviluppatasi spontaneamente tra il popolo di alcune vallate dell’Umbria montana, (…). Si tratta di quei chirurgi pratici, spesso ambulanti e nella maggior parte dei casi privi di cultura ma abilissimi, che hanno avuto l’onore d’essere chiamati persino alle corti del papa e del re di Francia, (…). (Achille Bertini Calosso, “Umbria 1944). Si può interpretare che il medico – politico Joseph-Ignace Guillotin (Saintes 1738 – Parigi 1814) “mente” della ghigliottina, strumento da taglio di teste coronate, una specie di corona – virus rivoluzionario, rappresenta la scienza che prima scopre una nuova verità e poi, fossilizzandosi, si fonde con quella sorpassata dissipandone le qualità positive. Nessuno credo possa ragionevolmente paragonare un norcino a un boia.


Gli ultimi ritrovati restino gli ultimi

Un salame è anche un salume

Mi porto un cognome che sa molto di Umbria, i Presciutti sono sparsi per il mondo e si sono fatti onore. Ogni cognome però, in questa mia visione, affonda le sue radici in un humus nobilissimo, vorrei avere tutti i cognomi del mondo per poter scrivere un libro per ognuno di loro tipo Microsolchi dell’arte. Viaggio a cavallo dei secoli XV e XVI attraverso l’opera di Giuliano Presciutti. Tra l’altro mi garantirebbe una vita lunga tipo Noè e oltre. Anche chi cambia nome, come hanno fatto tanti partiti politici, non si è mai permesso di cambiare il cognome di coloro che li sostennero. Ripercorrendo le orme, o meglio i segni, i colori, dei quadri di Giuliano col pennino ho tralasciato sicuramente tante opere se non altro perché chissà quante di loro risultano invisibili in quanto mangiate e digerite da Crono. Non capisco però come possa non essere presente, nel mio libro, l’interpretazione della Comunione degli apostoli, 1535 (?), Olio su tavola, cm. 335 x 230, Gubbio, Chiesa di San Domenico, catalogata e riprodotta splendidamente nell’ Officina Fanese di Bonita Cleri (1994) e, personalmente, visitata direttamente durante i miei periodi frazionati nella nobile frazione del comune di Gubbio chiamata Camporeggiano dove per altro nacqui. Forse volevo lasciarmi la felicità, a libro edito, di interpretare quest’opera successivamente, cosa che sto facendo attraverso questo articolo. Dopo la felice avventura nel mondo nuovo della storia dell’arte era forse necessario lasciare una falla, un buco nero dove poter rientrare nella nuova, per me, dimensione. La storia dell’arte ha infinite ramificazioni, quasi mai comunicanti tra loro, il che dà il senso dell’infinito. Non so come abbia fatto a trovarmi in questo labirinto vivo di nessi, fatto sta ne faccio parte oramai. Tutto ciò che mi riguarda è visibile attraverso i miei due occhi della prospettiva e della visione. La verità non è soltanto quella condivisa è parimenti quella dissonante. Dal punto di vista politico e sociologico la verità non può essere che conformista avendo come obiettivo il consenso, è la maschera dello stile che giustamente permette una convivenza di tipo teatrale, anche divertente: to play. Il punto di vista artistico e scientifico necessitano invece di un consenso particolare, la libertà, riconosciuta e compresa, di ricerca e di verifica.


L'urlo è il presentatore della voce del silenzio

Un fiore di zucca va fritti di fretta

Le due case costruite dai miei genitori si presentano un centinaio di metri una dall’altra, isolate in campagna, una è stata abbandonata e io la rivivo attraverso i ricordi vaghi della prima infanzia, vaghi perché mobili, che si riavvolgono e si distendono, come onde del mare, in francese l’onda è la vague in effetti. Questa è la casa che non si vede più se non attraverso queste memorie marine. La casa del sogno, non più visibile. Quest’altra è il mio museo di arte contemporanea e come tale schiera tante opere universalmente evocanti come le realizzazioni degli artisti che col Sessantotto ci lasciarono alla nostra ribellione e alla nostra disciplina nuova, richiesta dalla cultura per tutti, che è cosa ben diversa, naturalmente, dalla cultura di massa. Gli oggetti sono opere d’arte potenziali che per manifestarsi in quanto tali necessitano della sensibilità oggettualizzata, come hanno hanno dimostrato di avere Marcel Duchamp (Blainville-Crevon 1887 - Neuilly-sur-Seine 1968), John Heartfield (Berlino 1891 – ivi 1968) o Lucio Fontana (Rosario 1899 – Comabbio 1968).


Averle viste di tutti i colori spinge al bianco e nero

La vita è un film da vedere ad occhi chiusi

L’opera che scelgo come rappresentativa di questo museo è un altorilievo del 1965 da me eseguito a 14 anni, Vispi, cm 35x15x2, oggetto tridimensionale che in questo momento, immesso nella quarta dimensione del tempo chiamato cronotopo, ci fa viaggiare come una macchina del tempo. Ed ecco mio nonno che dà il titolo all’opera esclamando, di fronte a questo pezzo di gesso ricavato dal calco sopra una forma d’argilla modellata: «Vispi, è Vispi!». Vispi è stato un bravissimo artigiano - artista che nel corso della sua vita si era occupato, tra l’altro di scene in muratura a Cinecittà oltre ad essere stato un attaccante del Gubbio nonché della Nazionale Dilettanti, un Gigi Meroni ante – litteram ai miei occhi. In quegli anni a volte percorreva i 18 Km che separano Gubbio da Camporeggiano per lavorare alla giovane casa costruita da circa un decennio, che era anche un bar, una stazione di servizio carburanti e un alimentari. Un giorno mentre Vispi era sul tetto, mio padre doveva andare in città e non poteva onorare l’impegno con un commesso viaggiatore che sarebbe transitato per rifornire la bottega di caramelle col botto (erano caramelle molto in voga che se le lasciavi cadere a terra sul duro nel modo giusto prima di scartarle facevano, appunto, il botto). Dovendosi assentare anche mia madre alla ricerca del sottoscritto che, dati gli spazi ampissimi propri del cuore verde d’Italia, risultava sempre introvabile, Vispi avrebbe dovuto fare le veci di mio padre Aurelio.
- Quando arriva il viaggiatore, senza stare a dare tante spiegazioni , ritira la merce e firma Aurelio Presciutti;
- Mah… mi dirà: «Te si’ sciupæto» (si consideri che il Vispi pesava la metà di mio padre).
Potrei brevettare questo modo di leggere un’opera se non l’avesse già fatto, dieci anni prima che io nascessi, Orson Welles in Quarto potere (Citizen Kane, U.S.A. 1941). Si parla dell’opera d’arte più importante del miliardario , Rosabella, il marchio dello slittino con cui giocava da piccolo, abbandonato nella casa della sua infanzia, classificato oggetto inutile, bruciato in una fornace. Soltanto l’arte rende miliardari, i miliardi non fanno l’arte (vedi Microsolchi dell’arte, Princeton University Library, p. 28)


La morte non ha padroni nè droni

Un film da vedere a occhi chiusi


VACANZE 2020 – Sarà l’ultima Vacanza catalogata alla voce Ferie. Il C.U.C.U.L. (Comitato Universale Centrale Umanità Lavorante) ha proposto di archiviare Vacanza, dal 23 febbraio 2021, alla voce Disoccupazione. Il C.U.C.U.P. (Comitato Universale Centrale Umanità Pensante) non ci sta ritenendo prematuro tale passaggio. Per familiarizzare con le nuove condizioni del Tempo Libero permanente propone un piano quinquennale di Smart Ferie.


Impossibile l'eterno ritorno: Paganini non ripete

Non bastava la crisi della natalità, ora abbiamo anche la crisi della mortalità

FILIERE E FILIBUSTIERI – Il Presidente della Colfindustria e il suo cavallo propongono di abbassare i pensieri dei pensionati mettendo a loro disposizione delle Colf pagate da volontari sponsorizzati da Ditte che abbiano dichiarato fallimento entro e non oltre il 1985. In questo modo la ripresa sarebbe inarrestabile e ruggente come gli anni che furono. La Confindustria prende le distanze.

CENTO NE FA E UNA NE PENSA – L’ascesa politica del giovane Antonio Mazzini, omonimo discendente del grande Giuseppe, gruppo misto Settima Via, è inarrestabile. La settimana scorsa i sondaggi davano Settima Via primo partito a livello nazionale. Inspiegabile la caduta a picco di questa settimana (0,0 %) se non ci fosse stato l’intervento dell’ultimo fedele del Mazzini prima di passare al gruppo omogeneo: «L’euforia lo ha fatto salire al settimo cielo e quindi, in un eccesso di megalomania, è asceso».


Il culo della personalità è contagioso

La serietà seriale si attacca al sociale come l’edera letale
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