Severn Suzuki, discorso alle Nazioni Unite, 1992 - Rosalba Pipitone



Severn Suzuki è un'attivista e scrittrice che fin da piccolissima si occupa della giustizia sociale e delle questioni ambientali. All'età di 9 anni, ha fondato la Environmental Children's Organization (ECO) con un gruppo di amici impegnati ad apprendere e insegnare agli altri le problematiche sulle questioni ambientali. Nel 1992, con ECO, Severn ha partecipato al Summit della Terra di Rio, dove, all'età di dodici anni, ha pronunciato un discorso che ha attirato l'attenzione di tutto il mondo. Per questo ha ricevuto il Global 500 Award del Programma Ambiente delle Nazioni Unite a Pechino l'anno successivo.


Da allora, Severn ha fatto parte della Commissione della Carta della Terra delle Nazioni Unite e del Comitato consultivo speciale di Kofi Annan per il vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002 a Johannesburg. Ha anche co-fondato lo Skyfish Project, un think tank basato su Internet che incoraggia i giovani a parlare per il loro futuro e ad adottare uno stile di vita sostenibile. Nel 2000, lei e cinque amici hanno condotto Powershift, una campagna ciclistica transnazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica sui cambiamenti climatici e sull'inquinamento atmosferico.
Severn ha conseguito una laurea in ecologia e biologia evolutiva presso la Yale University e un master in Etnoecologia presso l'Università di Victoria, nella Columbia Britannica, dove ha studiato con gli anziani di Kwakwaka'wakw sulla costa nord-occidentale del Pacifico. Ha completato diversi tour in Giappone con il Namakemono Club e ha pubblicato diversi libri tra cui Tell the World (1993) The Day You Will Change the World (2003) e, come editore, Notes from Canada's Young Activists  (2007). Da giovane, Severn ha ospitato la serie televisiva per bambini Suzuki's NatureQuest.

Attualmente, Severn vive nell'arcipelago del Pacifico occidentale di Haida Gwaii con suo marito e il suo bambino. Qui studia la lingua di Haida e ospita Samaqan - Water Stories dell'APTN - una serie su First Nations e problemi idrici, che ora si avvia alla sua terza stagione.
È membro del consiglio di amministrazione della David Suzuki Foundation e della Haida Gwaii Higher Education Society, Spark for the Girls Action Foundation e speaker di sostenibilità in tutto il mondo. Spera che la sua ricerca di conoscenze tradizionali e scientifiche e la sua dedizione all'utilizzo della sua voce la aiuteranno a promuovere una cultura di diversità, sostenibilità e gioia.

Riportiamo in suo discorso integrale al Summit della Terra di Rio:

Buonasera,
sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte: Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me. Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5mila miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire.

Venendo a parlare qui non ho un'agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un'elezione o alcuni punti sul mercato azionario.

Sono qui per parlare a nome delle generazioni future. Sono qui per parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui per parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perché non hanno più alcun posto dove andare.

Ho paura di uscire fuori al sole a causa dei buchi nell'ozono, ho paura di respirare l'aria perché non so quali sostanze chimiche contiene.
Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre.

Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo. Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose?

Tutto questo sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi. Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c'è un deserto.
Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore, smettete di distruggerlo.

Qui potete esser presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d'affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii, e tutti voi siete anche figli.

Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone - in realtà, una famiglia di 30 milioni di specie. E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.
Sono solo una bambina ma so che dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo, per raggiungere un solo scopo.

Nella mia rabbia non sono cieca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo quello che sento.

Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi. Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po' della nostra ricchezza.
In Canada viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d'acqua, di cibo, di case; abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni. La lista potrebbe andare avanti per due giorni.

Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati mentre trascorrevamo un po' di tempo con i bambini di strada. Questo è quello che ci ha detto un bambino di strada: «Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore e affetto».
Se un bimbo di strada che non ha niente è disponibile a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi? Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un Paese o in un altro fa ancora una così grande differenza; che potrei essere uno dei bambini che vivono in una favela di Rio, o uno dei bambini che muoiono di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India.

Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, a eliminare la povertà e a siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa Terra!

A scuola, persino all'asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari.
Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare? Vi siete scordati lo scopo di queste conferenze, perché le state facendo? Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere.
I genitori dovrebbero poter consolare i figli dicendo: «Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio». Ma non credo che voi possiate dirci ancora queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorità?

Mio padre dice sempre che «siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo». Bene, quello che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole.

Grazie
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