Microsolchi dell'arte - a cura di Massimo Presciutti

Microsolchi dell’arte. Viaggio a cavallo dei secoli XV e XVI attraverso l’opera di Giuliano Presciutti
è un romanzo disegnato di Massimo Presciutti uscito a Firenze nell’ Aprile 2019
PresciART, PAGINE 160
ISBN 979-12-200-4384-7
Siae numero esemplari 1000

ROMANZO ILLUSTRATO MACCHINA DEL TEMPO


Aratri pennini puntine di giradischi


Un Arazzo di Bayeux del XXI secolo
(Roberto Incerti)

Effettivamente si può parlare di due racconti, un suggestivo racconto per immagini (Strazzulla 1970) e un postero di quasi mille anni dopo. Microsolchi dell’arte. Viaggio a cavallo dei secoli XV e XVI attraverso l’opera di Giuliano Presciutti viene ad essere un utile strumento nei contenuti e nel linguaggio per comprendere alcuni cambiamenti avvenuti nel mondo della Storia dell’arte e della Storia tout court da qualsiasi prospettiva la si voglia osservare, il libro si incentra sul passaggio da un mondo agricolo a un mondo industriale e finanziario la cui ricchezza si è tutta spostata, in modo necessariamente effimero, dalla produzione materiale, culturale e scientifica come fonti di ricchezza alla semplice distribuzione uniformata seguita e preannunciata da una comunicazione standardizzata. A questo risultato, di un mondo che gira tra collassi e crolli, hanno contribuito conformisti e rivoluzionari separati dai rispettivi marchi di fabbrica. Un libro questo che riparte metaforicamente dalla radici della conoscenza, l’autore ripercorre le immagini di un antenato pittore vissuto a cavallo del XV e XVI secolo col suo ferro del mestiere, il pennino. Nel volume si trovano due saggi, dell’antropologo e linguista Berlinghiero Buonarroti, già redattore di Ca Balà (“L’humour di Massimo Presciutti”) e di Giuliana Pascucci, Museologa e Storica dell’arte (“Massimo Presciutti archeologo del presente”). 
Quanto segue è quindi estrapolato da Massimo Presciutti, Microsolchi dell’arte. Viaggio a cavallo dei secoli XV e XVI attraverso l’opera di Giuliano Presciutti, PresciArt, Firenze aprile 2019. Che il libro sia incentrato su un antenato spirituale dell’autore risulta chiaro fin dal titolo così come risulta chiaro il viaggio campagna città avvenuto a metà degli anni Sessanta, un viaggio dai solchi del grano ai microsolchi di vinile della musica.

NERO SEME SU CANDIDO PRATO



Soltanto le orme dei giganti sono fertili 

Appartengo alla generazione nata negli anni cinquanta del secolo scorso, ritenuta a buona ragione fortunata, non ho conosciuto guerre, sono andato regolarmente a scuola e la frequenza obbligatoria accompagnava la mia crescita che sfociava nell'età dello sviluppo facendomi intuire un mondo nuovo. Grazie alla legge del 31 dicembre 1962, n. 1858, che aboliva la scuola di avviamento professionale e faceva spazio alla scuola media unica per tutti, questo mondo nuovo veniva come istituzionalizzato. Uguaglianza al massimo livello delle opportunità: infanzia e adolescenza semi di una promettente gioventù, mentre i solchi dell’Italia contadina si richiudevano lasciando intravvedere appena delle promettenti rughe. Dina Bertoni Jovine (1898 – 1970) ne La scuola italiana dal 1870 ai giorni nostri, a tale proposito, riferiva sulla «necessità di consentire a tutti i ragazzi dagli 11 ai 14 anni la frequenza di una scuola adatta alla loro età e di strutturare questa scuola in modo da rendere facili, continue e intense le comunicazioni tra tutti i ceti sociali piuttosto che rendere più profondi i solchi». Mentre il mondo contadino si scioglieva al sole di un’avvenire che sembrava entrare nel presente, Firenze, così come Parigi o New York, cambiava, la mia campagna sfociava nella città contribuendo alla produzione dell’onda anomala del Sessantotto che, come il Quarantotto, usiamo chiamare per nome omettendo i cognomi dei secoli cui appartennero, tanto giganteschi furono come anni. In un mondo che cambia, il linguaggio cambia, chitarre a pioggia e fumetti, letteratura e immagini, arte e turismo. A Bob Dylan il Nobel per la letteratura, così come a Dario Fo. La rete come la scoperta dell’America moltiplica le comunicazioni e le informazioni, nel bene e nel male se si vuole. Le regole dell’adattamento però sono sempre le stesse, possiamo risalire alla nascita della nostra lingua italiana per comprendere. Scrive Ernesto Giacomo Parodi (1862 – 1923) in Poesia e storia nella “Divina Commedia”: «(…) la lingua non nasce e non muore, bensì continuamente si trasforma; (…) nascono e muoiono le letterature, morendo e nascendo i popoli, vale a dire le civiltà, (…). Sotto gli enormi spropositi di grammatica non fanno forse capolino ad ogni istante le giovani forme e le agili movenze delle lingue nuove? Come talvolta sotto gli sgraziati, laceri e luridi resti di un giubbone del padre o del nonno, occhieggiano, tra i buchi e i rammendi, le fresche e rosee carni paffute di un bello e vivace bambino» 
(pag. 6).

UNA BELLA STORIA


L’autenticità vien copiando l’ignoto 

Scrivere un libro su carta quando le comunicazioni vengono fatte attraverso il web significa che un libro non è per comunicare ma per acquisire strumenti atti a coltivare il proprio mondo interiore. Il disegno qui insegue lo stesso fine. Testo e immagine però, così uniti, comunicano qualcosa di assolutamente nuovo e antico: il racconto di una storia il cui valore sta nell'educazione alla meraviglia di scoperte continue utili alla qualità del vivere.




Alcune immagini e presentazione del libro





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